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Taittinger e James Bond: lo Champagne scelto da Ian Fleming
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Tempo di lettura 7 min
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In Breve
Nei romanzi di Ian Fleming, James Bond beve Taittinger. La prima menzione è in Casino Royale (1953), dove Bond lo definisce "probabilmente il miglior champagne al mondo". Fleming torna su questa scelta in On Her Majesty's Secret Service (1963) e nel racconto postumo 007 in New York (1966). L'autore aveva un rapporto personale con Claude Taittinger e apprezzava sinceramente lo champagne della maison. Taittinger comparve una sola volta al cinema, in From Russia with Love (1963), uno dei due film usciti mentre Fleming era ancora vivo. La scelta letteraria rifletteva il gusto dell'autore, non gli accordi commerciali.
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C'è un dettaglio nella leggenda di James Bond che il cinema ha cancellato, ma che la letteratura custodisce con una precisione degna dell'agente 007: il suo champagne preferito non è mai stato quello che abbiamo visto scorrere nei film. Ian Fleming, l'autore che diede vita alla spia più elegante della letteratura, scelse per il suo personaggio uno champagne che ancora oggi rappresenta una delle eccellenze francesi: Taittinger.
Era il 1953 quando Fleming pubblicò Casinò Royale, il romanzo che avrebbe dato inizio a una saga destinata a ridefinire il thriller di spionaggio. In una scena al casinò, durante una cena con Vesper Lynd, Bond ordina un Taittinger '45. Il sommelier, con quel tatto professionale che appartiene solo ai grandi maestri di sala, suggerisce un'alternativa: il Blanc de Blanc Brut 1943 della stessa maison. Bond accetta, e poi pronuncia una frase destinata a rimanere nella storia: Taittinger, dice a Vesper, "non è un marchio molto conosciuto", ma è "probabilmente il miglior champagne al mondo".
In quelle parole c'è tutto Fleming: l'attenzione al dettaglio, la preferenza per la qualità rispetto alla notorietà, la capacità di anticipare i tempi. Taittinger era infatti una maison relativamente giovane negli anni Cinquanta, fondata solo negli anni Trenta e non ancora distribuita negli Stati Uniti. Il suo Comtes de Champagne Blanc de Blancs era considerato rivoluzionario proprio per quella leggerezza e quella minore dolcezza che lo distinguevano dagli champagne del periodo. Fleming aveva intuito qualcosa che il mercato avrebbe riconosciuto solo più tardi.
La scelta non fu casuale né effimera. Nel romanzo del 1963 Al servizio segreto di Sua Maestà, Bond ordina "una bottiglia di Taittinger Blanc de Blancs che aveva reso la sua bevanda tradizionale al Royale", un richiamo esplicito a quella prima cena con Vesper, dieci anni prima nella cronologia letteraria. E quando fantastica su come spendere quindicimila sterline, nella lista dei desideri include "qualche dozzina dello champagne Taittinger". Non è fedeltà a un marchio: è riconoscimento di un'eccellenza.
La storia più toccante, però, risale al 1966, quando Fleming ormai non c'era più. Nel racconto postumo 007 a New York, pubblicato nella raccolta Octopussy, Bond conclude con la sua ricetta personale per le uova strapazzate, che devono essere servite "con champagne Taittinger rosé e musica in sottofondo". È una scena intima, domestica, lontana dall'azione delle missioni. È anche l'ultima parola che Fleming disse sullo champagne di Bond: Taittinger era stata la prima menzione e sarebbe stata l'ultima, una cornice perfetta intorno alla saga.
"probabilmente il miglior champagne al mondo"
Tra Fleming e la maison c'era del resto qualcosa di più di una scelta narrativa. Nell'aprile del 1963, Claude Taittinger ricevette una lettera personale dall'autore, che lo ringraziava per un dono di Comtes de Champagne Blanc de Blancs 1953. Fleming scrisse: "È davvero gentile da parte sua inviare a James Bond alcune delle sue bellissime nuove bottiglie... Cercherò di essere onesto con lui, ma potrebbe ben essere che quando tornerà (dal Giappone) non troverà altro che le bottiglie vuote". E concludeva con "le mie più calde congratulazioni per aver prodotto il miglior champagne al mondo", le stesse parole che aveva messo in bocca al suo personaggio.
Il cinema prese un'altra strada. Taittinger comparve una sola volta nei film di Bond, in Dalla Russia con amore del 1963, uno dei soli due film usciti mentre Fleming era ancora vivo. C'è Sean Connery che raffredda una bottiglia nell'acqua durante una pausa romantica, e c'è la scena cruciale sul vagone ristorante dell'Orient Express, dove Bond ordina "una bottiglia di Blanc de Blancs" per la cena con Tatiana Romanova. Dopo, il cinema scelse altre strade, altri accordi. Bollinger sarebbe diventato lo champagne cinematografico di Bond a partire dagli anni Settanta, frutto di intese commerciali piuttosto che di scelte artistiche.
Claude Taittinger venne avvicinato per altri film dopo Dalla Russia con amore, ma declinò. Alcuni sostengono che la decisione fu legata alla scena del veleno in quel film, dove lo champagne di Tatiana viene alterato con cloridrato. Altri pensano semplicemente che non fosse interessato a quel tipo di visibilità. In ogni caso, quella porta chiusa permise ad altri di entrare.
Resta il fatto letterario, quello che conta. Nei romanzi di Fleming, quelli che hanno dato vita al mito prima che Hollywood lo trasformasse in franchise, Taittinger è lo champagne di James Bond. Non per product placement, non per contratti, ma per una scelta di gusto che rifletteva il palato dell'autore e la sua capacità di riconoscere l'eccellenza prima che diventasse ovvia.
Quando oggi si stappa una bottiglia di Taittinger Blanc de Blancs, si sta bevendo lo stesso champagne che Fleming immaginò per il suo agente segreto in quella prima, fondamentale scena al Casinò Royale. Uno champagne che l'autore definì il migliore al mondo, e che resta tale non per una battuta pubblicitaria, ma per una verità che il tempo non ha fatto altro che confermare.
Lo champagne rosé che Fleming scelse per accompagnare le uova strapazzate di Bond nel racconto postumo 007 in New York (1966), servito "con musica in sottofondo". Un assemblaggio di 70% Pinot Noir e 30% Chardonnay, con l'aggiunta del 15% di vino rosso fermo prodotto dai migliori Pinot Noir della Montagne de Reims e Les Riceys.
Questa proporzione di vino rosso conferisce al Prestige Rosé il suo colore rosa intenso e la vivacità al palato. L'alta percentuale di Chardonnay porta l'eleganza e la delicatezza che caratterizzano lo stile Taittinger. Dopo la presa di spuma, riposa tre anni sui lieviti in bottiglia.Al naso: lampone selvatico appena schiacciato, ciliegia, ribes nero.
Al palato: frutta rossa fresca e croccante, texture vellutata, corpo pieno. Vivace, fruttato, fresco ed elegante, come solo un rosé da assemblaggio può essere.
Lo champagne che Ian Fleming scelse per James Bond nel 1953 e che definì "probabilmente il miglior champagne al mondo". Prodotto solo nelle annate eccezionali dal 1952, il Comtes de Champagne è 100% Chardonnay proveniente dai cinque Grand Cru della Côte des Blancs: Avize, Mesnil-sur-Oger, Oger, Cramant e Chouilly.
Solo il mosto fiore della prima spremitura viene utilizzato. Una piccola parte (5%) affina quattro mesi in botti di rovere nuovo per aggiungere note tostate alla delicatezza dello Chardonnay. Dopo la presa di spuma, riposa 10 anni sui lieviti nelle storiche cantine di gesso gallo-romane di Saint-Nicaise a Reims, a 18 metri di profondità.
Al naso: agrumi maturi, pasticceria, nocciola tostata. Al palato: tensione minerale, perlage finissimo, finale lungo tra acidità e morbidezza. Un Blanc de Blancs di straordinaria eleganza, destinato a evolvere per decenni.
Nei romanzi originali, Bond beve Taittinger. La prima volta è in Casino Royale (1953), dove lo descrive come "probabilmente il miglior champagne al mondo". Fleming menziona Taittinger in tre opere, dalla prima all'ultima pubblicata.
Fleming apprezzava personalmente lo champagne della maison, in particolare il Comtes de Champagne Blanc de Blancs. Nel 1963 scrisse a Claude Taittinger definendolo "il miglior champagne al mondo", le stesse parole che aveva fatto pronunciare a Bond dieci anni prima. Era una scelta di gusto, non un accordo commerciale.
Sì, una sola volta: in From Russia with Love (1963), uno dei due film usciti mentre Fleming era ancora vivo. Nella scena sull'Orient Express, Bond ordina "una bottiglia di Blanc de Blancs" per la cena con Tatiana Romanova.
Il Blanc de Blancs è prodotto esclusivamente con uve Chardonnay, senza Pinot Noir o Pinot Meunier. Negli anni Cinquanta, il Taittinger Comtes de Champagne Blanc de Blancs era considerato rivoluzionario per la sua leggerezza e minore dolcezza rispetto agli champagne del periodo.