Comtes de Champagne nel secchiello Taittinger al ristorante Polychrome di Reims, con calici e tavola apparecchiata davanti alle vetrate
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Comtes de Champagne 2015: il millesimo raccontato dallo chef de cave

 ·  8 min di lettura

In occasione dell'uscita del Comtes de Champagne Blanc de Blancs 2015, Alexandre Ponnavoy, chef de cave (il responsabile della cantina e degli assemblaggi) della Maison Taittinger, racconta che cosa rende unica questa annata, le scelte che ne hanno guidato la creazione e il ruolo decisivo del tempo nel costruirne l'identità.

Pubblichiamo l'intervista in italiano con l'autorizzazione della Maison Taittinger, che l'ha diffusa sul proprio webzine il 10/10/2026.

Perché il 2015 è stato scelto come millesimo?

Il 2015 resterà nella memoria per un ciclo vegetativo accelerato. Un inverno particolarmente mite ha lasciato spazio a una primavera variabile, con un periodo di gelate seguito da un caldo intenso. La fioritura è arrivata nei tempi consueti, durante un mese di giugno soleggiato e asciutto.

L'estate è stata splendida, con molto sole e poca pioggia. A fine agosto alcune piogge a lungo attese hanno dato una spinta alla maturazione degli Chardonnay. La vendemmia si è svolta a metà settembre, sotto i cieli freschi dell'autunno: le uve erano in condizioni eccellenti, con un equilibrio che lasciava intuire un grande potenziale.

La decisione finale di produrre un millesimo di Comtes de Champagne, però, non si prende alla vendemmia. È il frutto di un percorso lungo e ponderato, durante la degustazione dei vini base.

Dopo aver conosciuto i vini e affrontato l'assemblaggio, il 2015 ci ha restituito esattamente lo standard che cerchiamo per l'identità del Comtes de Champagne. Quando creiamo un nuovo millesimo non scendiamo mai a compromessi su finezza, tensione e profondità: qualità che nell'assemblaggio 2015 emergevano con chiarezza. La complessità aromatica e il potenziale di invecchiamento del 2015 non ci hanno lasciato dubbi: dovevamo catturare e conservare la memoria di un'annata così straordinaria.

Che cosa succede a un Comtes de Champagne nei lunghi anni in cantina?

Prima di tutto, in quegli anni un Comtes de Champagne non si limita a invecchiare: si trasforma, assorbendo carattere dall'atmosfera unica delle cantine di gesso.

All'inizio la fermentazione definisce il profilo del vino, mentre l'autolisi dei lieviti (il lento contatto con i lieviti esausti dopo la presa di spuma) aggiunge consistenza e profondità. Poi il tempo fa il suo lavoro e lascia che gli aromi si dispieghino piano. Il carattere fruttato cede gradualmente il passo a note più complesse di brioche, frutta secca, miele e spezie.

Ciò che conta di più, però, è che la freschezza resti il filo conduttore di tutti gli anni di affinamento. Semplicemente evolve: diventa meno evidente, più profonda, perfettamente integrata. In fondo è questo che cerchiamo in un Comtes de Champagne durante i suoi anni in cantina: non un vino che invecchia e basta, ma un vino che guadagna complessità senza perdere energia.

Come il legno modella il carattere del Comtes?

Tra il 6 e l'8% dei vini che compongono il Comtes de Champagne affina in fusti di rovere per quattro-sei mesi.

Usiamo il legno non per dare sapore, ma come contenitore per l'affinamento. Permette allo Chardonnay di respirare molto lentamente, sviluppando consistenza e profondità e preservando la tensione, che per il Comtes de Champagne è essenziale.

Con l'assemblaggio possiamo poi calibrare legno, spezie e complessità fino a ottenere il profilo che è la firma del vino.

Come si decide quando un Comtes de Champagne è pronto per uscire dalla cantina?

La decisione di far uscire un millesimo di Comtes de Champagne non dipende solo dal tempo trascorso sui lieviti. Lo rilasciamo soltanto quando il vino ha trovato il suo equilibrio aromatico e ha raggiunto la giusta profondità di complessità.

In ogni vino cerchiamo la firma che il tempo lascia dietro di sé. Ma vogliamo anche ritrovare la freschezza, l'intensità e l'energia iniziali. Quando il vino comincia a suggerire più di quanto mostra, quando gli aromi sono perfettamente integrati, la consistenza ha acquistato vera profondità e il finale conserva quell'energia vibrante, solo allora sentiamo che è pronto a lasciare la cantina.

"Direi che il tempo è il nostro strumento, ma è la degustazione ad avere l'ultima parola."

Alexandre Ponnavoy, chef de cave Taittinger

Un Comtes all'apice della maturità o con anni di evoluzione davanti?

Per quanto mi riguarda, l'obiettivo non è necessariamente che il Comtes de Champagne abbia raggiunto il suo apice. Preferisco un vino che abbia già trovato il suo equilibrio, ma che conservi abbastanza energia, freschezza e struttura per continuare a evolvere.

Un grande Comtes de Champagne deve essere un piacere da bere oggi, ma anche lasciar intravedere il suo potenziale futuro. È questa doppia natura ad affascinarmi: da una parte la maturità, dall'altra la pura promessa.

Per questo, quando decidiamo che un Comtes de Champagne è pronto a uscire dalla cantina, non cerchiamo di fermarne l'evoluzione. Vogliamo coglierlo nel momento giusto: quando il vino è già meravigliosamente complesso, ma ha ancora un lungo cammino davanti.

Quali sono i tratti distintivi del Comtes de Champagne Blanc de Blancs?

Ogni Comtes de Champagne è prima di tutto espressione di terroir, di Chardonnay, di assemblaggio e di tempo. Questa cuvée è nata più di settant'anni fa dalla ferma convinzione che finezza, freschezza e profondità possano convivere in perfetta armonia.

I cinque Grand Cru della Côte des Blancs

La storia di ogni millesimo di Comtes de Champagne comincia con un dialogo tra cinque Grand Cru della Côte des Blancs: Avize, Chouilly, Cramant, Oger e Le Mesnil-sur-Oger. Un dialogo che prosegue per anni nelle cantine di gesso di Saint-Nicaise.

Ogni cru porta all'assemblaggio il proprio carattere. Alcuni danno tensione e verticalità, altri profondità, consistenza o lunghezza.

Il Comtes de Champagne incarna non solo la nostra visione dello Chardonnay e il nostro legame con questi grandi terroir, ma anche, e soprattutto, la nostra filosofia di eleganza e di gioia. Eppure, oltre al vitigno e al terroir, sono la vinificazione, l'arte dell'assemblaggio e lo scorrere del tempo a forgiarne a poco a poco l'identità.

Su questa personalità decisa, ogni millesimo scrive un nuovo capitolo della storia della cuvée. Invece di replicare uno stile identico anno dopo anno, ogni edizione esprime la stessa filosofia attraverso la lente di una stagione diversa.

Quali sono i segni distintivi del 2015?

Il colore

La veste è cristallina, di un giallo brillante con leggeri riflessi verdi. Le bollicine sono fini e delicate, con una consistenza quasi setosa.

Il naso

Il Comtes de Champagne 2015 si apre con sensazioni iodate, minerali, leggermente speziate: aromi che riportano subito all'emozione di quell'annata così particolare. Poi il naso si allarga su note tostate di brioche e di pasticceria alla nocciola e alla mandorla. Dopo che il vino ha respirato, il 2015 esprime tutta la sua energia con note di limone, bergamotto, fiori bianchi e frutta bianca matura.

La bocca

Al palato le bollicine lasciano una carezza delicata, con un tocco di morbidezza e una generosità rotonda. Il sorso è vivo, ricco e fruttato. Con richiami agli agrumi e note vegetali, offre un equilibrio riuscitissimo tra struttura e raffinatezza.

Con che cosa abbinare il Comtes de Champagne 2015?

Così, d'istinto, gli abbinamenti che vengono in mente allo chef de cave sono tre, per tre occasioni diverse:

  • Per la semplicità di tutti i giorni: ostriche fini, tartare di orata o di branzino.
  • Per il puro piacere: branzino al beurre blanc, sogliola alla mugnaia o un risotto cremoso.
  • Per l'alta cucina: coda di aragosta con zabaione allo Champagne; carpaccio di capesante con olio di nocciola, scorza di yuzu e fleur de sel.

C'è un Comtes de Champagne che lo chef de cave non dimentica?

Per molti il Comtes de Champagne è la bottiglia da conservare per i grandi momenti della vita. Ma Alexandre Ponnavoy lo degusta per lavoro da anni: c'è una bottiglia, un millesimo o un momento che gli è rimasto dentro?

Qui alla Maison Taittinger abbiamo il privilegio di lavorare su una cuvée senza tempo, rara e unica sia nelle origini sia nell'approccio. Un millesimo che si tramanda di generazione in generazione e che tocca davvero le nostre corde.

Se dovessi scegliere un momento, sarebbe un Comtes de Champagne 1988, condiviso con il mio predecessore durante una degustazione della nostra vinoteca, quelle che facciamo per seguire l'evoluzione dei millesimi più vecchi.

Assaggiare quel millesimo mi ha rivelato tutta la profondità di ciò che serve per trasmettere questo mestiere: anni di riflessione, precisione tecnica e cura costante, insieme a quel tocco discreto di magia che solo il tempo sa dare.

Domande Frequenti

Com'è stata l'annata 2015 in Champagne?

Un'annata precoce: inverno mite, primavera con gelate e poi caldo intenso, fioritura nei tempi a giugno, estate soleggiata e asciutta. Le piogge di fine agosto hanno aiutato la maturazione dello Chardonnay e la vendemmia, a metà settembre, ha dato uve in condizioni eccellenti.

Da quali vigneti nasce il Comtes de Champagne Blanc de Blancs?

È 100% Chardonnay da cinque Grand Cru della Côte des Blancs: Avize, Chouilly, Cramant, Oger e Le Mesnil-sur-Oger. Il vino affina poi per anni nelle cantine di gesso di Saint-Nicaise a Reims.

Il Comtes de Champagne passa in legno?

Solo in piccola parte: tra il 6 e l'8% dei vini dell'assemblaggio affina in fusti di rovere per quattro-sei mesi. Secondo lo chef de cave il legno non serve a dare sapore, ma a far respirare lentamente lo Chardonnay, aggiungendo consistenza e profondità senza perdere tensione.

Il Comtes de Champagne 2015 va bevuto subito o può invecchiare?

Entrambe le cose. Taittinger lo rilascia quando ha già trovato il suo equilibrio, ma con energia, freschezza e struttura sufficienti per continuare a evolvere per molti anni.

Con che cosa si abbina il Comtes de Champagne 2015?

Lo chef de cave suggerisce ostriche e tartare di orata o branzino, branzino al beurre blanc, sogliola alla mugnaia o risotto cremoso, e per l'alta cucina coda di aragosta con zabaione allo Champagne o carpaccio di capesante con olio di nocciola e yuzu.

Intervista pubblicata originariamente da Champagne Taittinger sul proprio webzine il 10/10/2026 ("Comtes de Champagne Blanc de Blancs 2015 – The tale of a vintage told by its cellar master"). Traduzione italiana di Ghilardi Selezioni, pubblicata su autorizzazione della Maison. Foto: Champagne Taittinger.