Socré Barbaresco Pajore 2020

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Paese di Origine: Italia
Regione: Piemonte
Appellazione: Barbaresco DOCG
Annata: 2020
Vitigno: Nebbiolo
Alcol:
Temperatura di Servizio: 16-18°C
Potenziale d'invecchiamento:
Dolcezza del vino:Secco
Allergeni:Solfiti

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Descrizione del Prodotto

Pajorè (o Pajoré) è uno dei nove cru storici di Barbaresco, situato nel comune omonimo e considerato tra i più prestigiosi della denominazione. Il vigneto confina con Roncaglie e Montaribaldi, in una posizione privilegiata che gode di esposizione ideale e di suoli particolarmente vocati. È una delle vigne più famose delle Langhe, capace di produrre Barbaresco di grande struttura, profondità e longevità.

Socré possiede una parcella in questo cru leggendario, coltivata con la stessa dedizione riservata a Roncaglie. Le vigne hanno età variabile e densità di impianto elevata, tra i 6.000 e gli 8.000 ceppi per ettaro. I suoli di Pajorè, ricchi di marna calcarea blu estremamente compatta di origine tortoniana, conferiscono ai vini una mineralità pronunciata e una capacità di invecchiamento straordinaria. La vinificazione segue i protocolli aziendali con quattordici giorni di macerazione in tini di legno e acciaio. L'affinamento prevede 12-15 mesi in barriques francesi, di cui un terzo nuove, seguito da 12 mesi in botti grandi di rovere da 20 ettolitri, per un totale di oltre due anni.

Note Degustative

Il colore è un granato profondo con riflessi rubino. Al naso il Barbaresco Pajorè si presenta potente e austero: sentori di frutta rossa scura – ciliegia sotto spirito, prugna secca – si fondono con note terziarie di tabacco da pipa, cedro, terra umida e scorza bruciata. Le componenti speziate sono marcate – pepe nero, liquirizia, anice stellato – così come quelle balsamiche di eucalipto e resina. Il carattere del cru emerge nella mineralità ferrica e nella complessità aromatica. Al palato il Pajorè mostra una struttura imponente: i tannini sono densi, serrati, ancora giovani e vigorosi, che richiedono tempo per ammorbidirsi. Il corpo è pieno e concentrato, sostenuto da un'acidità tesa che dona slancio verticale al vino. Il frutto è compatto, quasi compresso dai tannini in questa fase giovanile. Il finale è lungo e austero, con note sapide e minerali che persistono a lungo.

Abbinamento

Il Barbaresco Pajorè, per la sua struttura imponente e il carattere austero, richiede abbinamenti di grande sostanza e preparazioni elaborate. I brasati a lunga cottura – manzo al Barolo, guancia di vitello, stracotto – trovano nei tannini del Pajorè un partner ideale. La selvaggina da pelo importante preparata in umido o in salmì – cinghiale, capriolo, cervo – crea armonie potenti e territoriali. I formaggi di lunghissima stagionatura ad alta intensità – Castelmagno d'alpeggio stagionato, toma piemontese invecchiata oltre 24 mesi, pecorino di fossa – reggono la struttura tannica. Date le caratteristiche austere del vino in gioventù, è consigliabile decantarlo alcune ore prima del servizio o, meglio ancora, attendere almeno 5-7 anni dall'annata per apprezzarne pienamente l'evoluzione. Un Barbaresco da invecchiamento importante.

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