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Marsyas 2016

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Paese di Origine: Libano
Regione: Bekaa Valley
Appellazione: Bekaa Valley
Annata: 2016
Vitigno: Cab. Sauvignon, Syrah, Merlot, Petit Verdot
Alcol:
Temperatura di Servizio: 15-16°C
Potenziale d'invecchiamento:
Dolcezza del vino:Secco
Allergeni:Solfiti

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Descrizione del Prodotto

Château Marsyas rappresenta l'espressione più alta della viticoltura libanese contemporanea, un progetto ambizioso nato dalla passione dei fratelli Sandro e Karim Saadé. Il nome della tenuta deriva dall'antico nome greco della Valle della Bekaa, chiamata "Valle di Marsyas" in epoca ellenistica, dal nome del satiro Marsyas che simboleggiava la libertà dell'uomo. I vigneti si estendono per 55 ettari nella Bekaa occidentale a 900 metri di altitudine, piantati a Cabernet Sauvignon, Syrah, Cabernet Franc, Merlot e Petit Verdot. Nonostante le sfide logistiche e politiche della regione, i fratelli Saadé (che gestiscono anche Domaine de Bargylus in Siria) sono riusciti a creare vini che competono con i migliori del mondo, lavorando con il consulente bordolese Stéphane Derenoncourt. Questo 2016 ha ricevuto 94 punti da Decanter, che lo ha elogiato per "il naso fine di frutti scuri con accenni di mentolo e liquirizia" e per essere "strutturato ed elegante". La vendemmia 2016 è stata particolarmente fortunata, producendo vini equilibrati con grande potenziale di invecchiamento. Finestra di bevibilità: 2023-2030. Un vino che testimonia che l'eccellenza non conosce confini geografici o politici.

Note Degustative

Al naso il vino presenta un bouquet fine ed elegante di frutti scuri: mora, cassis, prugna nera matura. Emergono delicate note di mentolo e liquirizia, accompagnate da sfumature di cedro, spezie orientali e un tocco di tabacco fresco. Si percepisce anche una componente balsamica e terrosa che aggiunge complessità. Il palato è strutturato ed elegante, con tannini decisi ma raffinati che forniscono spina dorsale senza aggressività. La frutta è matura e concentrata, con sapori di cedro e frutti rossi freschi che mantengono vivacità nonostante la concentrazione. L'acidità è fresca e portante, caratteristica dei vini d'alta quota, bilanciando i 15% di alcol che il vino porta con leggerezza sorprendente. Emergono note speziate, balsamiche e un tocco minerale. Il finale è lungo e persistente, con i tannini che continuano a svilupparsi e una freschezza che invita al sorso successivo. Un vino ancora giovane che beneficerà di ulteriore affinamento, ma già piacevole con decantazione adeguata.

Abbinamento

Un vino di questa struttura e complessità merita abbinamenti gastronomici all'altezza. Servito a 18 gradi, dopo decantazione di almeno un'ora, si esprime magnificamente con carni rosse nobili: filetto di manzo al pepe verde, costata maturata, lombata d'agnello. La struttura tannica lo rende perfetto con carni brasate: brasato al vino rosso, stufato d'agnello speziato, guanciale brasato. Eccellente con cucina mediorientale ricercata: agnello al forno con spezie, kebab gourmet, kibbeh nayeh (per i più avventurosi). Le note speziate e balsamiche creano abbinamenti interessanti con selvaggina: cervo al ginepro, cinghiale in salmì, anatra all'arancia. La complessità aromatica lo rende adatto anche a primi piatti strutturati: risotto al Barolo, pappardelle al ragù di cinghiale. Magnifico con formaggi stagionati di carattere: parmigiano reggiano stravecchio, comté affinage spéciale, manchego gran reserva. Un vino da occasioni speciali che può anche essere meditato da solo, contemplando la straordinaria resilienza della viticoltura in una regione politicamente complessa.

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